Il Cenone di Fuori dalle Scatole

Volete festeggiare il passaggio al nuovo anno con i vostri amici e parenti in maniera alternativa alla consueta abbuffata di carne e pesce che magari avete già fatto una settimana fa? E non volete neanche passare tutto il pomeriggio di San Silvestro ai fornelli? Volete sorprendere tutti con un menù insolito e gustosissimo? Bene! Fuori dalle Scatole è pronto a sostenere la vostra buona intenzione proponendovi delle soluzioni facili da realizzare e di sicuro effetto: agli occhi, al palato e al vostro organismo!

Vediamoli dunque insieme :

APERITIVO

  • Mini Lingue di suocera Mario Fongo a modo di tartine tradizionali:  lingua-suocera-creativa
    • alle erbe di montagna di Primitivizia,buonenricoagreste
    • al patè di oliva taggiasca Colle degli Ulivi su velo di Aioli, pate-olivecereal-terra-salsa-aioli-120g-43016
  • alla crema di radicchio trevigiano Ceral Terra         radicchio-cerealterra                                                                                                                                                                                                                                                                                             Vino in abbinamento: Prosecco biologico extra dry Fenice (Az. Agr. Giol)prosecco-spumante-extra-dry-fenice

 

PRIMI PIATTI

  • Risotto con pere, noci e miele risotto-al-miele

Ingredienti: riso Carnaroli 250 g, 1 pera Abate, 8 noci, 6 cucchiai di melata di bosco Cristofori, 1/2 cipolla, olio extra vergine d’oliva, brodo vegetale.                                                                                                                                                                       Preparazione : In una padella mettere a scaldare 2 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva, sminuzzare la cipolla e soffriggerla. A parte, in un pentolino, portare a bollore il brodo vegetale. Versare nella padella il riso, facendolo tostare leggermente e aggiungendo poi 1 cucchiaio di melata di bosco; versare il brodo a filo ogni volta che il riso tenderà ad asciugarsi. Tagliare la pera in piccoli pezzetti ed unirla, assieme alle noci, al composto. Quando il riso sarà cotto, spegnere il fuoco e, aggiungendo i 3 cucchiai di miele restanti, mantecarlo. Impiattare la pietanza, ornando il tutto con una noce ed una spennellata di miele.

  • Caserecce di grano duro Khorasan in salsa Piccantiziacasereccepiccantizia
  • Vini in abbinamento: Spumante brut biologico Fervente La nuova Cappelletta, Chardonnay biologico Tenuta di Sticciano ferventechardonnay-sticciano

SECONDI PIATTI

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CAFFE’

Stranaroma Drogheria Carpano, aromatizzato al Marrakesh o alla Vaniglia marrakesh

Se poi volete personalizzare il vostro menù con desideri ed esigenze particolari, passate a trovarci in negozio.

Nel pomeriggio di sabato 31 dicembre saremo aperti fino alle 18.

A tutti voi auguriamo un 2017 all’insegna della salute, del gusto e della curiosità !

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La fatica delle Mamme

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Com’è difficile il mestiere delle mamme. In questo periodo il dibattito è stato fitto sull’argomento, dalla campagna del Ministero della Salute alle lettere pubblicate sul web di donne sempre più stanche, sempre più sole.

Io ho fortemente voluto questa maternità, come tutti i genitori adottivi sanno.

Ma adesso che ho il negozio spesso mi domando se non sto rubando del tempo a mio figlio Henri, per seguire la mia passione, il mio desiderio.

Perché le giornate in negozio sono lunghe e torni a casa dopo aver speso molta energia e molto amore,  ti senti le braccia stanche, eppure sempre pronte ad abbracciare tuo figlio.

Le mamme sono delle potenze! Un applauso per tutte noi. 

Faccio il possibile per riportare nella vita di tutti i giorni la filosofia che vivo ogni giorno in “Fuori dalle Scatole”: mangiamo sano, usiamo prodotti non tossici, facciamo movimento.

Mi rendo conto che i compagni a volte guardano strano Henri, guardano strano anche quello che gli metto nel piatto se vengono a pranzofarfalle da noi.

Ed ora che si avvicina l’adolescenza, so che lui vorrà e dovrà sperimentare anche altro, e mettere in discussione le nostre indicazioni, come tutti gli adolescenti.

Ed anche questa sarà una fatica di affrontare, un’altra.

 

Ma sono certa che alla fine sarà un trionfo. Perché in fondo quando si hanno dei figli gli diamo i nostri insegnamenti e le nostre convinzioni, e qualcosa resterà nel loro cuore.

 

 

Paese che vai, usanza che trovi…

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Se vi dovessi raccontare che cosa rappresenta per me il non plus ultra dei piatti estivi, udite udite, vi direi lo yogurt greco con la frutta.

Risale tutto a trenta (trenta?!?) anni fa, quando sono stata in Grecia, nelle Cicladi, per la prima volta.

Zaino in spalla, tre amiche e sacchi a a pelo, niente di prenotato. 25 giorni alla ventura, dove ci portava il Meltemi, il vento greco senza requie.

Capitammo in una piccola isola, non ricordo neanche quale fosse, e una mattina, dopo esserci rosolate ben bene sugli scogli, arse dal sole e dal sale, cercammo refrigerio sulla terrazza di un localino a due passi dal mare. Struttura in pietra, tetto di paglia, famiglia di gestori allegra e cordiale.

Ci portarono un piatto enorme, con dentro una vagonata di yogurt greco ricoperto di frutta: pesche, albicocche, cocomero. Coperti di miele e di mandorle tritate.

Acqua fresca, il vento dal mare, ombra accogliente, e vent’anni o poco più…ecco gli ingredienti, semplicissimi, del mio più buon piatto per l’estate.

Vi auguro di trascorrere momenti così, ovunque voi siate, in questo agosto 2016. Con le persone che amate. Ridendo, tanto, fa così bene ridere. E cercando in voi la voglia di stare bene, perché dipende anche un po’ da noi.

Ringrazio http://www.ioamoiviaggi.it per la foto: il ricordo che vi ho descritto è solo nella mia mente e nelle mie papille gustative, non ve lo posso far vedere.

Vi auguro Buone vacanze: ci vediamo a Settembre.

Margherita

 

 

Siamo aperti da due mesi…

Oggi 2 giugno 2016 Festa della Repubblica, per me è già il secondo mese-versario dell’apertura di ‘Fuori dalle Scatole’.
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Un sogno divenuto realtà come un bruco che un giorno diventerà farfalla.
E come il bruco tesse la sua tela nel bozzolo, io ogni giorno rifornisco, allestisco, preparo, pulisco perché la mia bottega sia accogliente e ricca di cose belle e buone.
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Voglio ringraziare chi in questi mesi sia prima che dopo l’apertura mi ha sostenuto e incoraggiato sia sui social che di persona, i clienti che ritornano soddisfatti dei prodotti e del servizio ricevuti… e i tanti che timidamente e coraggiosamente non si sono accontentati solo della vetrina ma hanno voluto vedere e toccare di persona,  anche se non hanno acquistato.
I piccoli negozi come il mio hanno bisogno del Vostro sostegno, non solo perché non hanno alle spalle società e investimenti esagerati o marchi famosi, ma perché prediligono la relazione umana e il ritorno alle cose semplici fatte con amore e fantasia.
La bottega è ben lieta di essere al centro dell’attenzione anche di chiacchiere, scambi di ricette e tutto quello che la vostra fantasia può arrivare a pensare….. anzi, visto che stiamo ragionando sul calendario degli eventi per l’autunno-inverno, di che cosa vi interesserebbe maggiormente parlare, che cosa vorreste assaggiare, cosa ci potete suggerire? 
Qualche idea c’é già ma con i vostri suggerimenti le serate e gli incontri saranno più efficaci e partecipati.
Allora  Vi aspetto e grazie davvero di cuore.
Margherita

Oggi vi connetto

 

Oggi ho il piacere di segnalarvi un blog di belle storie, tenuto da una bella persona.

Stavolta parla di Adozione, quindi parla anche un po’ di me.

Buona lettura

“Il Vaso di Pandora” – È una roba potente, l’adozione. E maledettamente complicata.

Botton d’oro

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Una passeggiata lungo il fiume, la mattina presto.

Silenzio, poche persone, pensieri che affollano la mente e prendono posto a poco a poco. La città si sveglia lentamente di domenica, e oggi sarà un giorno speciale, tante iniziative, tante cose da fare o da vedere.

Da quando mi sono alzata però, ho come una sensazione strana.

Mentre stavo facendo colazione, aspettavo. Aspettavo che tu uscissi dalla porta di camera, mi abbracciassi e mi dicessi buongiorno.

Sei come una figuretta nell’angolo dell’occhio, mi sembra di vederti, di sentirti, ma quando mi volto non ci sei.

Ma ti sento.

Sento il tuo amore irradiarsi da te, sento le tue parole non dette, il tuo incoraggiamento, il tuo amarmi per come sono, senza giudizio, perché tu sei la mia mamma.

E mi manchi.

Mi manchi ogni giorno, ma oggi di più. Dopo aver preparato ed impacchettato tanti doni  a FUORI DALLE SCATOLE per altre mamme questa settimana, stamani la nostalgia di te è stringente.

Così ti dedico un fiore, un BOTTON D’ORO. Da piccola, ne staccavi i petali e li appiccicavi con un po’ di saliva sulle mie unghie di bambina, fingendo che fossero dipinte con lo smalto.

Botton d’oro/Oro di bilancia/il mio amore è andato in Francia….

Ti voglio bene, mamma.

Sembra una parola facile, mamma.

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Cosa c’è si più naturale della parola “mamma“?

I glottologi ci parlano di “lallazione”, ci spiegano che mamma è facile da pronunciare, che i primi suoni che un bambino emette sono fatti così.

Cosa c’è di difficile nella parola mamma, dunque? Se è la più facile da pronunciare, la più naturale, la più bella. Se è vero che spesso chiamiamo la mamma anche nel momento in cui ci allontaniamo da questa vita.

Ed anche il procedimento abituale, quello standard, attraverso il quale di solito si diventa mamma, non lo si può certo definire una faccenda spiacevole, nella maggior parte dei casi, vero?

Però.

Per una certa categoria di persone, alla quale io appartengo, diventare mamma è una cosa complessa. Perché non è che devi solo accettare di amare un bambino che non è fisicamente nato da te, il che non è poi così difficile.

E’ che devi accettare di lasciare andare via l’idea di quel bambino che hai sperato tanto di concepire. Devi dimenticare i sensi di colpa. Il senso di inadeguatezza, la paura di essere una donna a metà, il terrore di essere giudicata “da meno”.

Sono retaggi antichi, legati alla sopravvivenza delle famiglie, alle braccia per il lavoro, alla famiglia come elemento fondante della società, ma sono profondamente radicati dentro di noi, nel fondo del cuore. Sono archetipi. Non possiamo ignorarli.

Per essere pronte ad amare senza condizioni, ad accettare un figlio di cuore e non di pancia, occorre lasciare andare via il fantasma di quello “non nato”.

Sapete, quando incontrate una madre adottiva, guardatela negli occhi. Vedrete le ombre lasciate dall’attesa, dalla paura dell’incontro, noterete la complicità del doversi stringere al compagno come coppia per far fronte alla nuova situazione, a volte difficile, a volte no, ma impegnativa di sicuro…

E’ per questo che tutta questa settimana la dedicherò alle mamme. Anche perché non ho più la mia da troppo tempo, e non mi ha potuta vedere diventare mamma a mia volta. Non mi posso appoggiare a lei nei momenti difficili, in quelli in cui hai paura di sbagliare, non le posso chiedere consiglio, anche se non passa giorno in cui non la pensi.

E’ per questo che ho fatto una vetrina tutta rosa.

Per me.

Per la mia mamma.

Per le mamme adottive, per le mamme che mandano i loro figli da soli nel mondo per non farli morire di fame o di stenti, per le mamme di cuore e quelle di pancia.

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